Di solito il cazzeggio si conclude con il cuscino bagnato dai capelli che non ho, come direbbe mio fratello, "avuto lo sbatti" di asciugare e il mio arrivo in ritardo a cena.
E' una giornata noiosa, di quelle dove già dal mattino sai di essere incazzato col mondo e per mantenere una linea coerente (ci tieni) vai avanti con questa idea fino a sera: dopo una notte di sonno sarà normale e socialmente accettabile avere un umore diverso.
Nel trascinarsi dal letto al divano ti sembra di avere un'incudine sulla testa e un'orribile emicrania ti proibisce di godere appieno delle meraviglie di discovery real time, insomma, un incubo.
Ci sono giorni, come oggi, in cui mi sembra di vedere tutto attraverso un vetro. Vedo la vita passare, muoversi, ma non riesco ad avere una reazione, quasi come se tutte le cose che osservo accadere appartenessero a un'altra persona. Mentre la Carlotta vera ora vive in un mondo al contrario dove è sempre senza energie, parla poco e se piange è una cosa positiva. Ecco ci risiamo: mi odio quando piagnucolo ma non ce la faccio più, avevo appena trascorso una settimana quasi tranquilla e ora ci risiamo con il dolore. Ho tante persone che mi vogliono bene e cercano di aiutarmi ma a volte la spinta necessaria per cominciare la risalita ce la si può dare soltanto da soli. Dai, almeno la consapevolezza c'è: primo passo effettuato.
Sentirmi così non lo sopporto e dopo i festeggiamenti, fintamente a sorpresa, per il compleanno di mio fratello, scivolo nel letto con la speranza di riuscire a dormire e di trovare nel sonno un qualche conforto. Buonanotte.
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