E fissando il soffitto una insonne notte di aprile ti rendi conto del fatto che la vita non è un film francese indipendente: non si incontra la propria anima gemella alle presentazioni dei libri.
La vita non è neanche un provocatorio serial americano: quello in coda davanti a voi al supermercato non è un umile imprenditore milionario anche un po' cardiochirurgo di medici senza frontiere che muore dalla voglia di di saltarvi addosso. Nessuno al primo appuntamento vi sposta una ciocca di capelli dietro all'orecchio mentre decanta al contrario e su un piede solo i settantordici motivi per cui l'asimmetria del vostro naso è così sexy per lui.
La vita non è una favola e guarda un po' esiste anche la possibilità che vi ritroviate a trascorrerne la parte più significativa (in senso qualitativo o meramente quantitativo che sia) da soli.
Ebbene sì, non è mica obbligatorio trovare, riconoscere ed accogliere bendisposti le avances, i baci, le mani di qualcun altro su di noi.
E non tutti abbiamo ereditato il gene del compromesso, c'è chi ha gli occhi blu e chi per il bene di qualcun altro non riesce neanche ad alzare una cornetta: inutile perdita di tempo, energie e sentimenti tentare di cambiarlo, ricordate che anche le lenti a contatto marroni dopo un po' bruciano e invocano il collirio.
La mia vi sembra una visione pessimistica, triste, forse anche crudelmente cinica? Secondo me esiste una prospettiva peggiore a quella di stare da soli per tanto tempo ed è quella di decidere di stare con qualcuno semplicemente perché incapaci di gestire la propria solitudine.
Sia chiaro, la prima che la speranza romantica disneyana se la porta sottobraccio pure all'Esselunga insieme ai sacchetti rigidi riutilizzabili è la sottoscritta, sognando però di assomigliare a Mulan piuttosto che a una che se la ronfa aspettando che un maschio le salvi la vita con un bacio.
Prima di decidere di offrire a qualcuno tutto di te, compresi ingombranti difetti e manie, senza avere l'immediato impulso di cambiare e snaturarti per ricevere un sì sibilato da una bella dentatura, devi imparare a piacerti, tu. No, piacerti non basta: devi amare quel tuo dito storto, quella parolaccia che ti scappa forse troppo facilmente, il tono della tua voce quando sei incazzato e anche il modo in cui sembri ridicolo quando cerchi di dire una cosa carina. Venera il tuo non saper accettare i complimenti senza metterti ulteriormente in imbarazzo da solo, le tue ginocchia storte da sempre, la tua passione per la tua mamma, il tuo non digerire bene la verdura e il tuo concederti di mangiare i biscotti al cioccolato tra le lenzuola nei momenti di sconforto.
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Per una ragazza così matura e consapevole, non è tanto facile trovare un ragazzo "all'altezza"(e non solo per la statura :) dato che questa categoria di potenziali principi azzurri, spesso protrae la propria adolescenza fin dopo i trent'anni.
RispondiEliminaAccettarsi e amarsi è senz'altro un buon ingrediente,
benché la sensazione che si avverte è quella di trovarsi in un mare poco pescoso.
A suo tempo arriverà il momento atteso e stai pur certa, che gli incontri importanti nella vita non si verificano mai per caso, ma perché ci dev'essere "un senso".
@MrSaroT