In un'era dove le persone sono schiave dell'immagine e tutti ambiscono a modelli estetici inverosimili parliamo di un argomento originale: la fotogenia.
Sia benedetto il Mac che come gli specchi di Zara un po' ci snellisce e un po' ci migliora in Photo Booth tramutando gli scatti narcisistici dei nostri momenti di noia in qualcosa di appena pubblicabile su Facebook. Siano lodati i filtri di Instagram che, creando un'ombra strategica appena sotto il nostro zigomo, ci rendono competitive nel confronto con qualche blogger dal make-up griffato e fanno sembrare i quattro salti in padella che abbiamo appena scaraventato nel piatto del nostro servizio buono Ikea, una creazione a quattro mani di Cracco e Barbieri.
Nonostante gli aiuti offerti dagli ultimi ritrovati della tecnologia ci sono delle fotografie alle quali non sei preparata e che riescono a cogliere tutto il brutto del tuo aspetto, tutto insieme, anche quello che, francamente, nello specchio due ore prima non ti sembrava di aver visto. E mentre cerchi di recuperare i cocci della sezione vanitosa della tua autostima facendoti del training autogeno mentre ti stagghi da ogni obbrobrioso ritratto ecco lì lei, miss perfezione, che ti guarda in tutta la sua non ignorabile strafigaggine, sorridendo, da ogni foto. O-g-n-i singola foto. Incuriosita dal fenomeno della fotogenia patologica ho cominciato a guardarmi intorno ed ecco lì, nascosti in mezzo a noi persone comuni, dei portatori fighi di faccia-da-foto. Questa rara specie, in via d'espansione grazie alla diffusione della plastic surgery e di flash sempre più potenti, ha sviluppato un acuto olfatto in grado di carpire un apparecchio dotato di obiettivo e zoom a sessanta metri di distanza. Non appena l'esemplare capisce di trovarsi nell'inquadratura di una foto, che si trovi in primo piano o sul parapendio sospeso a cento metri sopra la testa della Bundchen che posa per GQ, ecco che assume una particolare posizione (ogni soggetto ne predilige una diversa) e, tirando in fuori le labbra e irrigidendo la mascella è pronto per essere immortalato.
E' bene ricordare però che è solo grazie alla pratica portata avanti fin da cuccioli che questi simpatici esseri viventi sono capaci di risultare così esteticamente gradevoli in foto.
Voi siete disposti a rischiare una solitaria paresi facciale davanti allo specchio o preferite sperare, romanticamente sospiranti, in una foto futura in cui verrete stupendamente un po' come si spera nella venuta del principe azzurro e della Nutella a calorie zero?

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