Ebbene sì, è ufficialmente arrivato il momento di dare a Mr. Camicia il suo spazio tra i futili post di questo blog che dal nome pare un sito di ricette. "Non volio che voi muorite" quindi mi guardo bene dal raccontarvi come cucino e vi narro invece della mia cotta universitaria, che è meglio. Forse. Cotta che magari scoprirà chi sono e allora sì che muoro io.
Mr. Camicia si chiama così perché, durante il primo semestre, non ha mai indossato una t-shirt, provocando in mia madre un senso di solidarietà nei confronti della sua, o di chi per lei fosse costretta tutto il giorno a stirare.
Solo una volta Mr. Camicia ha indossato una felpa sintetica su una t-shirt ed è stato quando ad aziendale si è seduto esattamente dietro di me, ad alitarmi sul collo, e da ciò ho dedotto che non mi ama.
Tornata a casa da un ordinario giorno di università, Facebook è riuscito a piazzarmi la sua faccia tra i suggerimenti degli amici e a farmi capire come si chiama: è la rovina.
Il suddetto non è figo, ma in me nasce un interesse sufficiente ad innescare la prima e ultima opera di stalking della mia vita: controllo gli amici che abbiamo in comune e tac, 6 persone che non c'entrano minimamente l'una con l'altra. Prontamente decido di rinunciare alla mia carriera di maniaca e di farmi passare l'interesse per uno che con grande probabilità è più interessato alle bionde infighettate che, in pianta fissa tra il Magenta e Brera, non ci stanno vestite come delle pazze e non dicono e non pensano quello che dice e pensa la sottoscritta.
Durante le vacanze di Natale non ci penso e al mio ritorno, riesco a trovare una scusa idiota per parlargli ed autoconvincermi, durante le sue pause tra una parola e l'altra, che sia un altro irrecuperabile babbo di quelli che estorcono limoni alle tue amiche con lo stesso gusto con cui giocano a PES il giorno dopo romanzando l'accaduto della sera precedente.
Sono felice e soddisfatta di aver eliminato una possibile delusione dal mio futuro ed invece eccolo lì, che rispunta, sulla mia home page, e ora è pure figo. Ricomincio a considerare l'idea di darmi una possibilità modellandomi su quelli che, da una mia deduzione, sarebbero i suoi canoni di bellezza.
Sono quasi convinta a sacrificare il completo di due tessuti scozzesi diversi che ho accuratamente predisposto per il giorno dopo ma poi un barlume di lucidità mi coglie e mi ricorda quanto, in fondo, mi piaccia essere quella diversa, vestita strana, che balla scatenata con l'amico gay e aspetta sorridendo le amiche che hanno cuccato per poi farsi raccontare le loro avventure.
Un giorno arriverà uno che apprezzerà il mio vestirmi a tema anche senza una festa, il mio avere un'opinione non solo sulle borse di Prada, il mio ordinare sempre il dessert. E sarà uno con una
camicia molto particolare.

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