giovedì 22 novembre 2012

ma dove vai bellezza in bicicletta

La routine è ormai pienamente invernale: siamo più vicini alla fine di novembre piuttosto che al suo inizio,  e per il mondo del commercio è anche già Natale, accidenti.
Le amiche efficienti ti mettono ansia presentandoti le loro splendide decorazioni per la casa mentre ti chiedono quali saranno i tuoi programmi per le feste. Non hai il coraggio di confessare che casa tua non ha ancora del tutto metabolizzato le caramelle e le zucche di Halloween e che tu, alle vacanze invernali, non ci avevi proprio pensato. Fingi disinvoltura glissando l'argomento alberi e pungitopo e dando la colpa della tua negligenza in fatto di Christmas holidays all'indecisione di qualcun altro che proprio non sa decidere se sciare o no.
Le temperature scendono, qualcuno è già intento a montare addobbi e noi ciclisti milanesi aggiungiamo un paio di guanti caldi alla nostra attrezzatura. I miei sono arrivati oggi, Sermoneta blu elettrico, grazie nonna.
Più ci si avvicina a dicembre sempre più persone in psicosi da freddo decidono di prendere l'automobile per spostarsi, mica che uno spiffero li raggiunga. Questo comporta il fatto che noi pedalanti abbiamo più persone da superare col sorriso mentre sono in coda a lamentarsi del traffico, quando il traffico sono proprio loro. Noi, oltre a non avere bisogno di benzina e a non avere problemi di parcheggio, ci scaldiamo da soli, muovendoci e magari bruciando anche un paio di calorie, nessun posto è "troppo lontano".
L'azione del pedalare dev'essere in qualche modo collegata ai muscoli del viso che contribuiscono all'esternazione della beatitudine e, a parte quando si è in un ritardo disperato, i ciclisti hanno stampata in faccia l'espressione opposta a quella degli automobilisti, guardatevi nello specchietto.
Guardate i ciclisti, contate quanti di loro sono fighi, fate una media: non vorreste essere uno di loro? Automobilisti maschi guardate quella ciclista, ops vi è appena sfrecciata accanto e ora sta superando tutta la coda davanti a voi, non vorreste inseguirla e poter attaccare bottone con la stupida scusa di un complimento a proposito dei fiori che ha sul cestino?
Automobiliste donne lo so al semaforo siete rimaste ipnotizzate dalle gambe tornite che si intravedono sotto l'abito di sartoria di quel fanciullo che su una vecchia Bianchi sta andando a lavorare, beh affari vostri il vostro Tuareg non riuscirà ad affiancarlo degnamente al prossimo stop.
Io non ero un tipo da bici, mai stata. Ho cominciato a pedalare perché secondo mio padre avrei preso le misure per poi muovermi col motorino. Risultato: dopo qualche mese di motorino, come regalo di compleanno ho chiesto una bicicletta nuova per andare in università, e il mezzo motorizzato è nel box per le emergenze (e per mia mamma che ogni tanto zitta zitta lo frega).
Le prime volte che ti trovi a pedalare per una distanza considerevole fai una fatica porca, maledici la tua idea senza senso di fare la radical-chic e la sera hai male a ogni muscolo, non solo delle gambe. Ma, chissà perché, sulla bici ci risali e ci risali e ci risali finché non fai più fatica, non sudi, riesci a inseguire chiunque.
E la tua idea di pedalare farà venire voglia di essere benzina-indipendente anche a qualcun altro, che a sua volta verrà visto da un altro e... Vi ho dato un'idea per un regalo di Natale?

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