Dopo "aver avuto 15 anni per 15 anni", ho finito il liceo anch'io.
Quello dell'università è il periodo più bello della vita di un individuo, non fanno che ripeterlo tutti, dagli amici di mammina al preside di facoltà, e un po' ci credo o ci voglio credere anch'io.
Niente più compiti e interrogazioni ma "esami", parola che ti fa sentire grande, figo, indipendente e un pizzico più vicino a quelli che tentano di abbordarti agli aperitivi pettinati infrasettimana chiedendoti "che lavoro fai?" solo per dirti che lavoro fanno loro (reggere le sorti dell'universo, ovviamente).
Esami che, a settembre, non spaventano ancora più di tanto.
Scuola nuova, Università Cattolica, cognome che comincia con una lettera che non è la stessa delle due persone frequentanti il mio stesso corso, economia e gestione, che conosco già. Panico iniziale.
Durante le pause, che paiono incontri di speed-dating, dalla mia solitaria postazione, appollaiata su una panchina a smanettare con whatsup, osservo incuriosita improbabili accoppiate uomo-donna, formatesi in seguito ad una maldestra gomitata di lei a lui tra gli strettissimi banchi di Sant'Agnese, intraprendere un percorso di conoscenza più approfondita.
Lui finge maturità e amore per la letteratura russa del diciannovesimo secolo, lei annuisce a bocca aperta mentre pensa a quanto ha assolutamente bisogno di una Louis Vuitton più grande.
Le ragazze sono poche ma la concentrazione di quelle carine è di certo superiore a quella dei ragazzi guardabili...O forse il nostro genere è semplicemente benedetto dalla possibilità di un sapiente uso del make-up? In tal caso Clio santa subito.
La maggior parte dei maschietti ha un taglio di capelli più studiato (e costoso) del mio, indossa magliette con scollo a V e scarpe griffate (no, non Nike), alcuni hanno anche più tette di me. Quasi dimenticavo i loro amati jeans nemici della circolazione, notevoli, devo dire, su chi è tanto largo quanto alto.
Per quanto riguarda le donne, qua se non hai le Hogan con i glitter non sei nessuno e la tua cartella deve essere logata minimo 15cmx15, un acquisto no logo non avrebbe avuto senso ma spiegarvi perché mi farebbe risultare davvero troppo acida (Jil Sander chi?) .
Ben presto noto che la mia penna a sfera e il mio quadernino risultano decisamente out: tutti si destreggiano con iPad e portatili di ultima generazione. A meno che Siri non possa anche scrivere e fare schemini come piace a me leggendomi nel pensiero, sono sicura bestemmierei alla terza freccetta che si autocancella col doppio click. E dopo due minuti comincerei a scrivere una pagina del mio diario segreto servendone su un piatto d'argento l'opportunità di lettura in diretta a quello in banco dietro di me.
Tutti hanno una missione: essere, o almeno apparire, strafighi, al massimo, perfetti, sicuri di sé. Ma a 19 anni si è ancora impacciati, goffi, sfigati e un po' bambini. Si è matricole, è la natura. E più si cerca di sembrare adulti e disinvolti, più si ottiene l'effetto contrario, non si va contro alla natura.
mercoledì 26 settembre 2012
mercoledì 29 agosto 2012
Niente di nuovo sul fronte sentimentale
Le vacanze sono quasi finite e con loro la stagione dei flirt, del caldo come scusa per spogliarsi, dell'iperattività ormonale, delle fughe in giro per il mondo, degli occhi che non vedono e cuori non dolgono.
Nonostante fino a poco tempo fa facessi la figa (non oso immaginare con quali sgradevoli risultati) atteggiandomi a Carrie Bradshaw martellando i maroni dei miei amici con personalissime teorie su quanto fosse fantastico essere single, il mio entusiasmo per la vita solitaria non è sopravvissuto all'estate.
Ho scelto come destinazione delle mie vacanze Ibiza, dove mai avrei immaginato di rimpiangere anche solo per un secondo la mia condizione ma ecco che anche lì splendide coppiette sono riuscite a stimolare la mia ghiandola invidipara che ha cominciato a secernere la verde sostanza a ritmi più che sostenuti.
Il mio affezionato odio spietatissimo nei confronti degli innamorati felici, ottimo meccanismo di autodifesa studiato e messo a punto dal mio cuoricino infranto, ha ahimè lasciato spazio alla venerazione per ogni gesto carino i due fidanzatini in questione decidano di compiere.
E' un po' come guardare un film: sorridi, sospiri, sogni immaginando quando capiterà a te (perchè, lo credi davvero, ti dovrà capitare) ma quando ti riprendi torni alla tua vita dove i bambini urlano, le sopracciglia sono sempre una diversa dall'altra, nessuno ha ancora scoperto come cazzo far sopravvivere il rossetto vermiglio a una cena senza sembrare Jocker, e sei da sola.
Qualche anima pia tra i miei amici ha anche, con una grave carenza di disinvoltura, inserito la sottoscritta in cene per coppie più soggetto jolly, un malcapitato generalmente single che ha avuto la malaugurata idea di esprimere il desiderio di conoscere una ragazza e di accettare l'invito ad uscire con amici accoppiati e che si troverà ben presto a chiedersi perchè mai abbia deciso di recarsi proprio in quel luogo proprio in quel giorno e proprio in quel momento. Dopo un'iniziale incazzatura di rito alla notizia che ci sarà "quel loro amico" misterioso, cominci a nutrire una qualche aspettativa, prontamente dissolta in mille pezzi alla vista del ragazzo che incarnerà, in perfetta linea con la legge dell'universo, la sfiga, tutto ciò che hai sempre detestato.
Qualcuno (su twitter) mi ha detto che con due coppie e un jolly si è messi bene, ma io al massimo da vera pinella posso stare in un burraco, manco puro.
Per l'amore ci vuole tempo e sono poco più che una bambinetta, diciamo che per ora mi basta qualcuno che vada a prendermi da bere e da mangiare senza farmi alzare alle feste, e che faccia il ruffiano ogni tanto: adoro i complimenti.
Nonostante fino a poco tempo fa facessi la figa (non oso immaginare con quali sgradevoli risultati) atteggiandomi a Carrie Bradshaw martellando i maroni dei miei amici con personalissime teorie su quanto fosse fantastico essere single, il mio entusiasmo per la vita solitaria non è sopravvissuto all'estate.
Ho scelto come destinazione delle mie vacanze Ibiza, dove mai avrei immaginato di rimpiangere anche solo per un secondo la mia condizione ma ecco che anche lì splendide coppiette sono riuscite a stimolare la mia ghiandola invidipara che ha cominciato a secernere la verde sostanza a ritmi più che sostenuti.
Il mio affezionato odio spietatissimo nei confronti degli innamorati felici, ottimo meccanismo di autodifesa studiato e messo a punto dal mio cuoricino infranto, ha ahimè lasciato spazio alla venerazione per ogni gesto carino i due fidanzatini in questione decidano di compiere.
E' un po' come guardare un film: sorridi, sospiri, sogni immaginando quando capiterà a te (perchè, lo credi davvero, ti dovrà capitare) ma quando ti riprendi torni alla tua vita dove i bambini urlano, le sopracciglia sono sempre una diversa dall'altra, nessuno ha ancora scoperto come cazzo far sopravvivere il rossetto vermiglio a una cena senza sembrare Jocker, e sei da sola.
Qualche anima pia tra i miei amici ha anche, con una grave carenza di disinvoltura, inserito la sottoscritta in cene per coppie più soggetto jolly, un malcapitato generalmente single che ha avuto la malaugurata idea di esprimere il desiderio di conoscere una ragazza e di accettare l'invito ad uscire con amici accoppiati e che si troverà ben presto a chiedersi perchè mai abbia deciso di recarsi proprio in quel luogo proprio in quel giorno e proprio in quel momento. Dopo un'iniziale incazzatura di rito alla notizia che ci sarà "quel loro amico" misterioso, cominci a nutrire una qualche aspettativa, prontamente dissolta in mille pezzi alla vista del ragazzo che incarnerà, in perfetta linea con la legge dell'universo, la sfiga, tutto ciò che hai sempre detestato.
Qualcuno (su twitter) mi ha detto che con due coppie e un jolly si è messi bene, ma io al massimo da vera pinella posso stare in un burraco, manco puro.
Per l'amore ci vuole tempo e sono poco più che una bambinetta, diciamo che per ora mi basta qualcuno che vada a prendermi da bere e da mangiare senza farmi alzare alle feste, e che faccia il ruffiano ogni tanto: adoro i complimenti.
sabato 18 agosto 2012
altezza mezza bellezza
Ehy voi che venerate la statura elevata e dichiarate di invidiare coloro che guardano il mondo da un po' più in alto, vedrò di farvi ricredere.
Innanzitutto più lungo è il nostro corpo più estesa è la superficie da depilare e quindi gambe più lunghe corrispondono a più tempo da trascorrere a cerettarsi, radersi, sottoporsi a laser... Siete veramente sicure di volere quella decina di centimetri in più?
Noi alti inoltre veniamo sfruttati per raggiungere gli scaffali inaccessibili agli altri o per avvitare lampadine in posizioni scomode.
Abbiamo piedi sempre lunghi, e a noi ragazze spesso capita di condividere la misura delle scarpe con il nostro fidanzato, il che non ci fa sentire per niente sexy.
Pesiamo di più rispetto alla media delle fanciulle e per questo tendiamo a non rivelare la cifra esatta dei nostri chili, fingendo ignoranza completa a proposito della misurazione precisa offerta dalla bilancia.
Nella ricerca di una ipotetica dolce metà dobbiamo eliminare un buon 40 per cento della popolazione, che fatica ad arrivare a guardarci negli occhi e quando mettiamo i tacchi c'è sempre qualcuno che rompe i coglioni ricordandoci che non ne avremmo bisogno.
Faticherete a crederci ma esistono persone che non vedono l'ora di abbordarvi con la frase "ma quanto sei alta?"
All'elenco delle nostre sfighe possiamo aggiungere il fatto che i pantaloni di alcune case di moda ci vanno irrimediabilmente corti e che quello che per le normoalte è un vestito molto spesso per noi è un top un attimino troppo lunghino.
Noi metrottantine siamo stronze e diffidiamo di ogni complimento perchè sopravvissute a un'infanzia e un'adolescenza di prese per il culo, appena allunghiamo il passo andiamo troppo veloci e ci sentiamo sempre osservate. Abbiamo un sogno, che non abbiamo mai svelato a nessuno: essere piccoline per poterci nascondere appena lo desideriamo.
Io personalmente ho sempre bramato di essere sopraffatta da un abbraccio, cosa che potrà succedere solo se riuscirò a conquistare un giocatore di pallacanestro. O un rugbista. O un modello molto alto.
Ma in fondo a chi ci dice che nella botte piccola sta il vino buono diamo ragione solo per qualche secondo, prima di ricordarci che in quella grande di vino ce ne sta di più.
Innanzitutto più lungo è il nostro corpo più estesa è la superficie da depilare e quindi gambe più lunghe corrispondono a più tempo da trascorrere a cerettarsi, radersi, sottoporsi a laser... Siete veramente sicure di volere quella decina di centimetri in più?
Noi alti inoltre veniamo sfruttati per raggiungere gli scaffali inaccessibili agli altri o per avvitare lampadine in posizioni scomode.
Abbiamo piedi sempre lunghi, e a noi ragazze spesso capita di condividere la misura delle scarpe con il nostro fidanzato, il che non ci fa sentire per niente sexy.
Pesiamo di più rispetto alla media delle fanciulle e per questo tendiamo a non rivelare la cifra esatta dei nostri chili, fingendo ignoranza completa a proposito della misurazione precisa offerta dalla bilancia.
Nella ricerca di una ipotetica dolce metà dobbiamo eliminare un buon 40 per cento della popolazione, che fatica ad arrivare a guardarci negli occhi e quando mettiamo i tacchi c'è sempre qualcuno che rompe i coglioni ricordandoci che non ne avremmo bisogno.
Faticherete a crederci ma esistono persone che non vedono l'ora di abbordarvi con la frase "ma quanto sei alta?"
All'elenco delle nostre sfighe possiamo aggiungere il fatto che i pantaloni di alcune case di moda ci vanno irrimediabilmente corti e che quello che per le normoalte è un vestito molto spesso per noi è un top un attimino troppo lunghino.
Noi metrottantine siamo stronze e diffidiamo di ogni complimento perchè sopravvissute a un'infanzia e un'adolescenza di prese per il culo, appena allunghiamo il passo andiamo troppo veloci e ci sentiamo sempre osservate. Abbiamo un sogno, che non abbiamo mai svelato a nessuno: essere piccoline per poterci nascondere appena lo desideriamo.
Io personalmente ho sempre bramato di essere sopraffatta da un abbraccio, cosa che potrà succedere solo se riuscirò a conquistare un giocatore di pallacanestro. O un rugbista. O un modello molto alto.
Ma in fondo a chi ci dice che nella botte piccola sta il vino buono diamo ragione solo per qualche secondo, prima di ricordarci che in quella grande di vino ce ne sta di più.
giovedì 12 luglio 2012
...e invece era un calesse
"Sei fidanzata?"
"Boh"
"Come boh?, è semplice: o lo sei o non lo sei"
"Boh mamma non fare la precisa, al giorno d'oggi non funziona più come ai tuoi tempi..."
Inutile descrivere la comparsa dell'orrore misto a perplessità sul non sempre dolce visino di mammina e altrettanto inutile cercare di spiegarle che l'amore non si può diagnosticare e che nulla nel 2012 può essere dato per scontato. Esci con qualcuno che quando non ti vede non ti degna di una telefonata, se non quando è a mangiare da solo e si vergogna a stare in silenzio a fissare il tovagliolo mentre aspetta l'antipasto? Non fare la psicopatica e non pressarlo, poverino ha bisogno delle sue libertà ma, dice lui, gli interessi davvero.
Scompare per tre settimane? Esci con qualcun altro e vedrai come riapparirà magicamente, all'istante, magari anche con la voglia di darti della zoccola perché, anche se non lo sapevi , stavate insieme.
Evidentemente la gestione delle relazioni un tempo era fin troppo facile e per rendere tutto un po' più interessante qualcuno ha sentito il bisogno di aggiungere alle opzioni "single" e "impegnato" almeno un'altra decina di variazioni sul tema. E così nacque la figura dell'amico con cui ogni tanto scappa una lingua ma nulla di sentimentale, e ci incastrammo da soli illudendoci dell'innocuità del friend with benefits.
Se il sesso arriva subito lei è una facile, lui un eroe e la voglia di conoscersi oltre il livello fisico potrà nascere solo in uno dei due soggetti (indovinate quale?), se il sesso non arriva entro un certo numero di uscite il rapporto verrà da qualcuno catalogato come "strano".
Ah e se ti accorgi che quella con cui hai condiviso le ultime quattro cene pseudoromantiche non è la persona giusta per te, evita di dirglielo: ora è di moda lasciare che la lei o il lui in questione lo deducano dalla tua improvvisa latitanza.
Ora mamma ti prego raccontami ancora quella storia di quel ragazzo terribilmente anni ottanta che chiede di uscire a una, la sente quasi tutti i giorni e a un certo punto si rende conto che è lei la ragazza con cui lui vuole stare. Anche se so che alla quarta parola starò già inveendo contro i due piccioncini, animata dallo stesso odio che nutro per i protagonisti delle commedie romantiche, che hanno sempre il culo parato, anche quando mandano un sms al numero sbagliato.
"Boh"
"Come boh?, è semplice: o lo sei o non lo sei"
"Boh mamma non fare la precisa, al giorno d'oggi non funziona più come ai tuoi tempi..."
Inutile descrivere la comparsa dell'orrore misto a perplessità sul non sempre dolce visino di mammina e altrettanto inutile cercare di spiegarle che l'amore non si può diagnosticare e che nulla nel 2012 può essere dato per scontato. Esci con qualcuno che quando non ti vede non ti degna di una telefonata, se non quando è a mangiare da solo e si vergogna a stare in silenzio a fissare il tovagliolo mentre aspetta l'antipasto? Non fare la psicopatica e non pressarlo, poverino ha bisogno delle sue libertà ma, dice lui, gli interessi davvero.
Scompare per tre settimane? Esci con qualcun altro e vedrai come riapparirà magicamente, all'istante, magari anche con la voglia di darti della zoccola perché, anche se non lo sapevi , stavate insieme.
Evidentemente la gestione delle relazioni un tempo era fin troppo facile e per rendere tutto un po' più interessante qualcuno ha sentito il bisogno di aggiungere alle opzioni "single" e "impegnato" almeno un'altra decina di variazioni sul tema. E così nacque la figura dell'amico con cui ogni tanto scappa una lingua ma nulla di sentimentale, e ci incastrammo da soli illudendoci dell'innocuità del friend with benefits.
Se il sesso arriva subito lei è una facile, lui un eroe e la voglia di conoscersi oltre il livello fisico potrà nascere solo in uno dei due soggetti (indovinate quale?), se il sesso non arriva entro un certo numero di uscite il rapporto verrà da qualcuno catalogato come "strano".
Ah e se ti accorgi che quella con cui hai condiviso le ultime quattro cene pseudoromantiche non è la persona giusta per te, evita di dirglielo: ora è di moda lasciare che la lei o il lui in questione lo deducano dalla tua improvvisa latitanza.
Ora mamma ti prego raccontami ancora quella storia di quel ragazzo terribilmente anni ottanta che chiede di uscire a una, la sente quasi tutti i giorni e a un certo punto si rende conto che è lei la ragazza con cui lui vuole stare. Anche se so che alla quarta parola starò già inveendo contro i due piccioncini, animata dallo stesso odio che nutro per i protagonisti delle commedie romantiche, che hanno sempre il culo parato, anche quando mandano un sms al numero sbagliato.
giovedì 7 giugno 2012
il favoloso mondo delle sciocchezze
In un periodo come questo dove la fortuna è contro di me e il karma è buono come una donna che non ha niente da mettersi, l'unico metodo per sopravvivere è attaccarsi ai piccoli piaceri della vita.
Patetica come un'hipster che vuole essere come Amelie Poulain, sento una voce fuori campo che dice "A Carlotta Sanzogni piace...". Le cose belle esistono, mi obbligo a non dimenticarlo, e sono incluse anche nelle giornate peggiori di una vita.
Alcuni dei momenti che prediligo rispondono unicamente alla mia parte femminile come mettersi il mascara e accarezzarsi le gambe appena dopo la ceretta. Altri alla mia anima maschile come tirare indietro ai bambini la loro palla finita fuori campo.
Poi c'è il solletico del naso maldestro di chi ci sussurra qualcosa all'orecchio, salire su un treno appena prima che parta lasciandosi sfiorare dalle porte in fase di chiusura, rubare la crema da una torta con un dito e gustarla in anteprima prima che venga servita.
Amo i ringraziamenti, indirizzati a me o no, gli amori che durano qualche fermata di metropolitana, camminare con la musica nelle orecchie e fare finta di essere in un film sulla propria vita, assistere alle gare tra le gocce di pioggia sul finestrino, parlare al cinema.
Impazzisco come una povera oca per gli occhiolini, mi sento fighissima nel superare le macchine in bicicletta.
Regalo un sorrisone a chi si propone di offrire il secondo giro, che si beva o no.
Non riesco a non cantare e ballare sotto la doccia, mi riempie di gioia scoprire un brufolo scomparso,
e un brivido mi percorre la schiena in quell'attimo di incertezza e di paura che precede un primo bacio.
E anche quando tutto va storto (e magari chi ci ha baciati si è rivelato uno stronzo), si può sempre mangiare il gelato sul divano.
Trovo sia fantastico rientrare in casa e sentire solamente l'eco dei proprio passi, cerco sempre la parte fresca del cuscino, e adoro i complimenti (anche quelli interessati contano) anche se non so mai cosa rispondere senza sembrare un'idiota.
Credo sia tutto.
Patetica come un'hipster che vuole essere come Amelie Poulain, sento una voce fuori campo che dice "A Carlotta Sanzogni piace...". Le cose belle esistono, mi obbligo a non dimenticarlo, e sono incluse anche nelle giornate peggiori di una vita.
Alcuni dei momenti che prediligo rispondono unicamente alla mia parte femminile come mettersi il mascara e accarezzarsi le gambe appena dopo la ceretta. Altri alla mia anima maschile come tirare indietro ai bambini la loro palla finita fuori campo.
Poi c'è il solletico del naso maldestro di chi ci sussurra qualcosa all'orecchio, salire su un treno appena prima che parta lasciandosi sfiorare dalle porte in fase di chiusura, rubare la crema da una torta con un dito e gustarla in anteprima prima che venga servita.
Amo i ringraziamenti, indirizzati a me o no, gli amori che durano qualche fermata di metropolitana, camminare con la musica nelle orecchie e fare finta di essere in un film sulla propria vita, assistere alle gare tra le gocce di pioggia sul finestrino, parlare al cinema.
Impazzisco come una povera oca per gli occhiolini, mi sento fighissima nel superare le macchine in bicicletta.
Regalo un sorrisone a chi si propone di offrire il secondo giro, che si beva o no.
Non riesco a non cantare e ballare sotto la doccia, mi riempie di gioia scoprire un brufolo scomparso,
e un brivido mi percorre la schiena in quell'attimo di incertezza e di paura che precede un primo bacio.
E anche quando tutto va storto (e magari chi ci ha baciati si è rivelato uno stronzo), si può sempre mangiare il gelato sul divano.
Trovo sia fantastico rientrare in casa e sentire solamente l'eco dei proprio passi, cerco sempre la parte fresca del cuscino, e adoro i complimenti (anche quelli interessati contano) anche se non so mai cosa rispondere senza sembrare un'idiota.
Credo sia tutto.
domenica 27 maggio 2012
maggio fatti coraggio
Maturità, t'avessi presa prima...impossibile perché mammina, che da sempre mi educa alla modestia (o almeno ci prova), non avrebbe mai e poi mai fomentato la mia inclinazione a fare la maestrina in ogni situazione mandandomi a fare la figa che va un anno in anticipo alle elementari.
Fatto sta che il 2012 oltre che l'anno della fine del mondo è anche quello del mio esame di maturità, che poi a pensarci bene oggi, a un mese dalla prima prova, mi sembra un po' la stessa cosa.
Non ho mai studiato con tanto impegno nella mia vita e a volte lo stress scolastico si somma a tutto quello che questo maggio, il primo senza papà, comporta. Allora esplodo.
Le ricorrenze fanno violenza. E le sue cose lo vogliono ancora lì, in quella metà di letto, in quel quarto paio di posate, in quello strano quadro di Buzzati, in quelle migliaia di libri impolverati che a lui non avevo mai dimostrato di apprezzare più di tanto.
Sono passati sette mesi e penso ancora a mandargli un messaggio dopo ogni interrogazione, a chiedergli di andare a una mostra, di recuperarmi un dizionario. E mi sento un'idiota.
Mi piace pensare a una cosa tipo Ghost, dove lui è sempre con me, ovviamente molto più figo di Patrick Swayze, ma la sua voce non la sento. La ricordo e basta, mi ero ripromessa di non dimenticarla mai.
Quando prima di cena sono in camera mia sogno di sentire il suo passo deciso sul parquet delle scale e i suoi quattro tocchi alla porta della mia stanza (rimane l'unico nella storia ad essersi mai degnato di bussare) per poi vederlo entrare e rispondere alle sue mille domande sulla mia giornata.
Aveva il potere di farmi credere che quel mio piccolo straccio di vita adolescenziale tra casa e scuola fosse davvero qualcosa di importante. Il problema è continuare ad esserne convinti.
Fatto sta che il 2012 oltre che l'anno della fine del mondo è anche quello del mio esame di maturità, che poi a pensarci bene oggi, a un mese dalla prima prova, mi sembra un po' la stessa cosa.
Non ho mai studiato con tanto impegno nella mia vita e a volte lo stress scolastico si somma a tutto quello che questo maggio, il primo senza papà, comporta. Allora esplodo.
Le ricorrenze fanno violenza. E le sue cose lo vogliono ancora lì, in quella metà di letto, in quel quarto paio di posate, in quello strano quadro di Buzzati, in quelle migliaia di libri impolverati che a lui non avevo mai dimostrato di apprezzare più di tanto.
Sono passati sette mesi e penso ancora a mandargli un messaggio dopo ogni interrogazione, a chiedergli di andare a una mostra, di recuperarmi un dizionario. E mi sento un'idiota.
Mi piace pensare a una cosa tipo Ghost, dove lui è sempre con me, ovviamente molto più figo di Patrick Swayze, ma la sua voce non la sento. La ricordo e basta, mi ero ripromessa di non dimenticarla mai.
Quando prima di cena sono in camera mia sogno di sentire il suo passo deciso sul parquet delle scale e i suoi quattro tocchi alla porta della mia stanza (rimane l'unico nella storia ad essersi mai degnato di bussare) per poi vederlo entrare e rispondere alle sue mille domande sulla mia giornata.
Aveva il potere di farmi credere che quel mio piccolo straccio di vita adolescenziale tra casa e scuola fosse davvero qualcosa di importante. Il problema è continuare ad esserne convinti.
lunedì 2 aprile 2012
pro"men"moria
Oggi in metropolitana mi annoio, così decido di creare tra le note dell'iPhone un elenco che mi ricordi le caratteristiche chiave degli uomini (o presunti tali) con cui è meglio non uscire.
Non importa quali meravigliose parole siano uscite dalle sue labbra perfette o quanto il suo lato b appaia marmoreo, tu, cara Carlotta, non esci con:
Quelli che usano tre lingue diverse nello stesso sms,
Quelli che usano "figa" come intercalare,
Quelli col gilet da pescatore quando non sono a pesca,
Quelli che scrivono "6" il presente indicativo del verbo essere seconda persona singolare,
Quelli che non hanno finito l'università ma "gli mancava solo un esamino",
Quelli con delle brutte scarpe,
Quelli che si pinzettano le sopracciglia,
Quelli che se ti passano a prendere te lo fanno pesare come se avessero attraversato la Manica a dorso, a gennaio,
Quelli con i peli sulla schiena,
Quelli che mentono sulla loro età,
Quelli col borsello,
Quelli con la forfora,
Quelli che dicono "è uguale",
Quelli che leggono Fabio Volo,
Quelli che avanzano critiche sul tuo modo di vestire,
Quelli che dopo averti portata fuori ti salutano dandoti il cinque,
Quelli che si depilano (solo la schiena è concessa),
Quelli che parlano solo di quanto erano ubriachi/fatti quella volta,
Quelli che fanno finta di non sapere quanti anni hai,
Quelli che ti dicono "Che hai fatto ai capelli?",
Quelli che rispondono "no niente" (posso farlo solo io),
Quelli che ci mettono più di te a prepararsi,
Quelli che non si lavano,
Quelli che danno nomignoli agli amici maschi tipo "il Lulli" o "il Tato",
Quelli che si tingono i capelli,
Quelli che si impanicano se in uno sport sei più brava di loro,
Quelli che fanno considerazioni del tipo "le donne dovrebbero stare solo in cucina",
Quelli con i calzini bianchi quando non fanno attività fisica,
Quelli che hanno un book e lo mettono su Facebook,
Quelli che si dimenticano il portafogli,
Quelli che in palestra fanno solo la parte superiore,
Quelli che si prendono solo sul serio.
[...] Questa lista non è conclusa, gli esemplari liberi là fuori sono pronti a stupirci ancora.
N.B. Tutti questi soggetti sono realmente esistenti, ogni riferimento a cose o persone non è puramente casuale.
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